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Omeopatia batte Influenza cosi'! - 23/02/2013
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Quest’anno si stima che 1,2 milioni di italiani saranno messi a letto dall’influenza. Complici le basse temperature, che acuiscono la contagiosità del virus influenzale, molti di noi dovranno fare i conti per un periodo variabile di tempo (da pochi giorni a una settimana) con i sintomi che tutti conosciamo: stanchezza, mal di testa, brividi, dolori muscolari ed articolari, febbre, congestione nasale, faringite e tosse.

Non c’è inverno che non sia accompagnato dall’influenza, questo perché il più diffuso malanno della stagione fredda, sembra trovare condizioni di diffusione ideali, quando la temperatura è rigida e il tasso di umidità più basso. La naturale tendenza a trascorre più tempo in luoghi chiusi, farebbe il resto, favorendo la diffusione del virus da persona a persona attraverso goccioline di saliva infette emesse anche solo parlando e respirando.

Ecco cosa fare quando si “prende” l'influenza

Per curare l’influenza esistono delle regole di base dettate dal comune buon senso: riposare al caldo, evitare sbalzi di temperatura, bere per integrare la perdita di liquidi a causa dell’aumento della temperatura corporea. In assenza di disturbi gastrointestinali quali vomito o diarrea, la dieta può includere tutto, anche se in quantità moderata.

Come si può “battere” l’influenza con l’omeopatia?

L'omeopatia offre diverse soluzioni utili nella prevenzione e nel trattamento dell'influenza. Una delle sostanze omeopatiche più famose e più impiegate nella preparazione dei rimedi omeopatici anti influenzali è il cosiddetto: Anas Barbariae.

È possibile trovare questa sostanza in pratici tubi monodose adatti a somministrazioni uniche. L’Anas Barbariae è piuttosto versatile, tant’è che può essere impiegato in prevenzione (un tubo dose a settimana fino a primavera) e all’insorgere dei primi sintomi influenzali (2, 3 tubi dose al giorno per pochi giorni scalando a miglioramento) per uno stimolo più efficace sulle difese immunitarie.

Esistono inoltre molteplici rimedi omeopatici “unitari”, che è possibile assumere a seconda delle modalità con cui si manifestano i sintomi influenzali.

A titolo d’esempio citiamo: Aconitum napellus, da impiegare quando la febbre sale elevatissima all’improvviso accompagnandosi ad agitazione, molta sete e calore secco sul corpo; Gelsemium, nei casi in cui la febbre è alta con brividi, mal di testa, sensazione di intontimento, viso arrossato e assenza di sete; Rhus toxicodendron, utile nella febbre elevata che si accompagna a indolenzimento, dolori articolari che migliorano con il movimento e sete di acqua fredda; Eupatorium perfoliatum, rimedio da usare quando prevale la tipica sensazione di “ossa rotte” con disgusto per gli alimenti insieme a raucedine e tosse; Belladonna, nella febbre alta, con cefalea battente, gola rossa senza sete e pelle caldo-umida.

Come si assumono i rimedi omeopatici?

I rimedi omeopatici unitari sono disponibili in diversi dosaggi. In genere più è alta la diluizione più è opportuno scegliere con attenzione il rimedio da utilizzare. Se invece il quadro è poco chiaro o si hanno poche informazioni è preferibile utilizzare basse diluizioni (5CH o 6CH) da somministrare in forma ripetuta.

Nel caso delle sostanze omeopatiche sopra citate, scelto il rimedio più appropriato e acquistato in “tubo granuli”, è consigliabile sciogliere in bocca 5 granuli alla volta lontano dai pasti, per 3, 4 volte al giorno diradando la somministrazione ai primi segni di miglioramento.

Dott. Emiliano Giumetti - Medico esperto in Agopuntura e Omeopatia (Macerata)

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